Oggi la Facoltà di Scienze Sociali della Pontificia Università Gregoriana ha ospitato una lezione aperta dedicata alla nuova Enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, promulgata il 25 maggio 2026. L’incontro, inserito nel corso La comunicazione sociale nella Dottrina Sociale della Chiesa, è stato guidato dai professori Francesco Occhetta SJ e Filipe Domingues, offrendo agli studenti e ai partecipanti un’occasione privilegiata per confrontarsi con uno dei documenti magisteriali più significativi e attuali del pontificato.
Al centro della riflessione vi è stata la domanda che attraversa l’intera Enciclica: quale futuro desidera costruire l’umanità in un’epoca segnata da trasformazioni tecnologiche, culturali e sociali senza precedenti? Fin dalle prime pagine, Papa Leone XIV invita a leggere il nostro tempo come un bivio storico tra la tentazione di una nuova Babele, fondata sulla frammentazione, sul dominio e sull’autoreferenzialità, e la costruzione di una società radicata nella fraternità, nella giustizia e nel bene comune:
La magnifica umanità creata da Dio si trova oggi di fronte ad una scelta decisiva: innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio e l’umanità abitano insieme. Ogni generazione riceve in eredità il compito di dare forma al proprio tempo: di far maturare la storia come luogo in cui la dignità di ogni persona sia custodita, la giustizia promossa e la fraternità resa possibile. Ma su ogni epoca incombe il rischio di costruire un mondo disumano e più ingiusto. Là dove l’umanità corre il pericolo di smarrire il proprio volto, noi cristiani alziamo gli occhi verso il Dio che si è fatto carne, sapendo che «solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell’uomo». Questa magnifica umanità in Gesù Cristo diventa la Via, la Verità e la Vita, aprendo per ciascuno di noi la strada per crescere verso la pienezza. (MH 1).
In questa prospettiva, l’Enciclica propone una visione integrale dello sviluppo umano, ricordando che ogni progresso autentico deve rimanere al servizio della persona e della sua dignità.
I relatori hanno approfondito alcuni dei nuclei tematici più rilevanti del documento: la centralità della persona umana nell’era dell’Intelligenza Artificiale, la responsabilità etica nella progettazione e nell’utilizzo delle nuove tecnologie, il ruolo dell’educazione come luogo di formazione del pensiero critico e la necessità di promuovere una cultura della partecipazione e della corresponsabilità. Ampio spazio è stato dedicato anche alla dimensione comunicativa, presentata dall’Enciclica come uno degli ambiti decisivi per il futuro delle società democratiche e delle comunità ecclesiali.
Particolarmente significativa è stata la riflessione sul rapporto tra uomo e tecnologia. Riprendendo le parole di Magnifica Humanitas, i professori hanno evidenziato il rischio di affidarsi in modo acritico agli strumenti digitali e ai sistemi di Intelligenza Artificiale, soprattutto quando questi alimentano «la facilità di ottenere il risultato, l’impressione di oggettività e la simulazione della comunicazione umana» (MH 104). Di fronte a tali sfide, il documento invita a sviluppare una cultura del discernimento capace di riconoscere il valore delle innovazioni senza rinunciare alla libertà, alla responsabilità e alla profondità delle relazioni umane.
La lezione ha inoltre richiamato il concetto di ecologia della comunicazione (MH 137), la comunicazione non è solo trasmissione di informazioni, ma costruzione di cultura, intesa come impegno condiviso nella ricerca della verità, nella promozione del dialogo e nella costruzione di spazi comunicativi orientati al bene comune. In un contesto segnato dalla polarizzazione, dalla disinformazione e dalla crescente influenza degli algoritmi, l’Enciclica richiama la responsabilità delle istituzioni educative, dei media e dei cittadini nel coltivare forme di comunicazione autenticamente umane.
Come ricorda Papa Leone XIV nelle pagine iniziali del documento:
«Abbiamo il dovere urgente di restare profondamente umani, custodendo con amore quella magnifica umanità che ci è stata donata e mostrata nella sua pienezza in Cristo, e che nessuna macchina potrà mai sostituire nel suo splendore. Il vero progresso nasce sempre da un cuore aperto all’altro, da un’intelligenza disponibile all’ascolto, da una volontà che cerca ciò che unisce più che ciò che separa» (MH 15).
L’incontro si è così configurato non soltanto come un approfondimento accademico dell’Enciclica, ma come un’occasione di dialogo interdisciplinare sulle grandi questioni che segnano il presente e il futuro della società. Una riflessione che ha invitato i partecipanti a interrogarsi sul modo in cui abitare responsabilmente il cambiamento, mettendo sempre al centro la persona umana, la sua dignità e la sua vocazione alla comunione.
Drd. Alex-Dominic Chivari
