Johannes Ehrat S.J.

P. Johannes Ehrat, S.J. nasce a Ravensburg, Germania, nel 1952. Ha conseguito il baccalaureato in filosofia e la licenza in teologia alla Pontificia Università Gregoriana. Ha studiato comunicazione presso la Concordia University, Montréal, Québec, ottenendo il dottorato in Scienze della Comunicazione. E’ professore straordinario di comunicazione sociale alla Facoltà di Scienze Sociali dell’Università Gregoriana.

Ehrat

Padre Ehrat, perché è importante studiare oggi la comunicazione?

Vorrei rispondere con una contro-domanda: In un’epoca dove perfino la guerra è diventata comunicazione (il terrorismo è un atto di comunicazione ed è impensabile senza i media), come si può ignorare la comunicazione e i suoi media? La politica è diventata political marketing, gli interventi amministrativi sulla società social marketing; e soltanto la Chiesa sarebbe un’‘Isola Felice’, che opera con tutt’altri parametri?

Quali sono i fenomeni attuali che si devono studiare per capire meglio la comunicazione?

In un certo senso, naturalmente, tutto è comunicazione. Però siccome la costruzione di senso avviene tramite l’industria dei media, le condizioni e le regole vigenti in questo settore sono molto più specifiche. Tutto confluisce nella costruzione e nel mantenimento di un universo parallelo (a questo del mondo reale): l’opinione pubblica. Interi settori di questa industria sono dedicati ai differenti aspetti, dalle relazioni pubbliche, al giornalismo, fino al political e social marketing. Il resto sono le tecniche sottostanti, che si devono comprendere, ma che non incidono molto sul senso. La stampa o i social network, sono prodotti che sfruttano vari aspetti tecnologici, e che con nuove possibilità e con altri parametri economici spiazzano i vecchi prodotti, senza mai renderli obsoleti.

Secondo Lei, che sta succedendo con le reti sociali e il modo di vivere e comprendere la realtà?

Le reti sociali sono in primo luogo prodotti-servizi (chiamati platform) offerti da compagnie che hanno i loro interessi. Oggi hanno difficoltà a differenziarsi dai tanti prodotti, ma nascono e muoiono nell’arco di pochi anni. Chi ricorda ancora Second Life? Dieci anni fa, però, era una agora-must, che secondo alcuni la Chiesa non avrebbe dovuto ignorare.

In questo senso che cosa offre l’Università Gregoriana nello studio della comunicazione?

La nostra facoltà offre molto di più di un addestramento tecnico e di una familiarità con un prodotto industriale. Siamo più intenti verso una comprensione di fondo, che permette di utilizzare intelligentemente le tecnologie-prodotti disponibili. Però si fa più attenzione al senso, alla creatività nell’esprimersi nei vari media, e ad essere capaci di dire veramente ciò che si vuol dire senza pagare un prezzo troppo alto alle logiche inerenti dei media-prodotti.